SULLO SPORT E SULLA GUERRA

Io ho un motto piuttosto rivoluzionario, quanto semplice che è “Fate lo sport, non fate la guerra”. Somiglia tanto al “Fate l’amore, non fate la guerra” di sessantottiana memoria. Quelli che dicevano quelle cose là li hanno rincoglioniti con la droga e ti credo perché erano in grado di far saltare in aria il sistema capitalista se fossero riusciti a sconfiggere la filosofia della guerra. Adesso, con l’informazione deviata, ti fanno credere che l’unico sistema in grado di garantire la sopravvivenza del pianeta sia quello della guerra altrimenti diventa tutta una miseria insostenibile, torniamo alla preistoria e poi alla fine le guerre ce le facciamo di nuovo ma con la clava come aveva profetizzato Einstein.

Sono talmente convinto dell’importanza di non fare guerra che sono disposto a sostituire il mio semplice motto con un più complesso: “Fate l’amore e fate lo sport ma non fate la guerra”. Così tentiamo di resuscitare gli idealisti di sessant’anni fa che per conto mio non avevano del tutto torto.

Praticamente, grazie allo sport, si potrebbe rinforzare quel concetto perché se tu oltre a fare l’amore fai pure lo sport per fare la guerra proprio tempo non ne trovi e si spera anche che lo sport ti ponga al riparo da nuovi rincoglionimenti qual’è appunto quello dell’informazione deviata che è quasi peggio della droga.

L’obiezione più comune all’abbandono del sistema della guerra è che in questo modo salta il sistema capitalista e pertanto l’idea di non fare la guerra è un’ idea comunista e siccome l’ideologia comunista è stata sconfitta è un anacronismo parlare di sistemi senza guerra.

Un certo equilibrio ad armi bisogna tenerlo perché abbiamo già deciso a priori che il sistema capitalista è l’unico vincente e dunque, per esempio, bisogna riarmare anche l’Europa altrimenti si creano folli squilibri.

Folli squilibri che alimentano l’idea che si possa sopravvivere in un pianeta senza armi.

Quando, nell’articolo precedente, affermavo che abbiamo assistito al fallimento della scienza, intendevo proprio dire che se l’insieme delle scienze ci portano ancora, nel 2025, a promuovere un sistema che si basa sull’equilibrio degli armamenti, con spese militari semplicemente enormi, vuol dire che l’unica scienza che comanda è quella dell’economia e comanda in modo pure aberrante, senza rispetto per l’uomo che l’ha inventata. Abbiamo paura dell’intelligenza artificiale, che decida al posto nostro, non ci siamo resi conto che un’altra cosa che abbiamo inventato noi sta già decidendo al posto nostro. E’ la scienza dell’economia.

Se abbiamo troppo rispetto per il danaro l’unico sistema economico possibile è questo che stiamo tenendo faticosamente in piedi tutti assieme. Tutto sommato è un mondo abbastanza unito che accetta di regolare con le armi le varie controversie fra gli stati e siamo comunque tutti d’accordo che deve prevalere il più forte ed il più ricco.

Se la questione Ucraina, invece che i potenti della terra, la dovesse decidere l’Ucraina stessa rischieremmo la terza guerra mondiale. E’ meno guerrafondaio decidere che l’Ucraina se la devono spartire i potenti della terra. Soprattutto le sue ricchezze più che le sue miserie perché le sue miserie non se le piglia proprio nessuno.

Dunque il paradosso è che per evitare la terza guerra mondiale bisogna armarsi, bisogna tenere ben equilibrato questo sistema di armi.

Allora alla fine si tratta sempre di decidere se è più importante la ricchezza o sono più importanti altri valori.

E così la fine di questo articolo può essere solo triste, o incoraggiante a seconda dei punti di vista.

Solo se si accetta di morire poveri si può tentare di sconfiggere questo sistema. Se l’obiettivo è mantenere un elevato grado di ricchezza allora questo, per ingiusto che sia, è il miglior sistema possibile perché è quello dettato dalle leggi dell’economia, quello dettato dal mercato.

Ci sarebbe un altro modo cruento per far saltare questo sistema, sarebbe quello di scegliere di fregarsene dei mercati. Se il mercato non comanda più nulla allora salta tutto, pure il sistema ad armi. E ci troviamo decisamente più poveri. Forse più felici ma più poveri. Ed il bello è che non sappiamo se saremmo davvero più felici o saremmo solo tremendamente più poveri con una tristezza conseguente a questa povertà.

Ecco, la scienza che ci potrebbe dare nuove prospettive è quella che studia un sistema non regolato dalle leggi dell’economia, non regolato dal mercato ma da un ipotetico rispetto dei valori umani che non hanno a che fare con l’idolatrazione del danaro.

Se fate l’amore e fate lo sport non trovate tempo per idolatrare il danaro, morite quasi di sicuro poveri, anche se siete nati ricchi, forse morite più felici di chi ha speso una vita a dare molta importanza al danaro, ma quello non è nemmeno garantito perché c’è pure chi sostiene che il danaro dia la felicità. Per conto mio è una balla colossale tenuta in piedi dai sostenitori del sistema capitalista. Se riusciamo a dimostrare che il danaro non da la felicità abbiamo minato le basi culturali del sistema capitalista. Ma allora è solo un problema culturale e lo è anche nel momento in cui la cultura è demonizzata perché si ritiene che sia una cosa superflua appannaggio di pochi radical chic che vogliono fare i comunisti con il culo degli altri e pertanto ogni ideologia di contestazione del sistema del danaro è solo folle utopia portata avanti da buontemponi che hanno le fette di prosciutto sugli occhi, vivono su un altro pianeta e non capiscono le vere esigenze della povera gente, che ha solo bisogno di accumulare danaro.

Non c’è dubbio: questa società è riuscita a dare un’importanza colossale al danaro e pertanto tutto ciò che non produce danaro è un lusso superfluo.

Non fate l’amore e non fate lo sport, rischiate di morire poveri e pure sotto le bombe perché qui c’è gente che per rispettare il danaro continua ad armarsi fino ai denti. Altro che clava…