REDDITO DI CITTADINANZA, SEI POLITICO E SPORT PER TUTTI

Non sono completamente contrario al reddito di cittadinanza anche se come concetto mi pare che somigli molto a quel sei politico che era stato chiesto una cinquantina di anni fa da soggetti che non penso che c’entrino proprio nulla con questi che stanno proponendo il reddito di cittadinanza. A dire il vero non ero contrario nemmeno al “sei politico” solo che per quello io avrei proposto delle condizioni, come le proporrei al reddito di cittadinanza, che possano far passare la voglia ai potenziali “furbi” di fare i furbi. Ti do il sei politico se ti impegni e se hai un buon comportamento con colleghi ed insegnanti. Se invece sgarri, non ti impegni e fai il prepotente invocando il “sei politico” come diritto a fronte di un comportamento strafottente allora ti boccio, ma non per il rendimento, per la condotta. E così con il reddito di cittadinanza, te lo offro a certe condizioni ovviamente su cifre modeste perché non  è il “sette” o “l’otto” politico bensì il “sei” politico che non credi di andare a fare la bella vita all’estero con il reddito di cittadinanza, però devi dimostrarmi che ti impegni a tentare di lavorare in qualche modo, altrimenti non solo ti tolgo il reddito di cittadinanza ma arrivo a multarti per averlo sottratto a qualcuno che ne aveva più bisogno di te.

E così con lo sport per tutti che non lo propone nessuno ma dovrebbe essere la cosa più banale che ci sia. Ti propongo lo sport per tutti e tu ti impegni a farlo gratuitamente, senza tentare di diventare un campione ma solo impegnandoti il giusto necessario per restare in salute, continuo a darti la possibilità di farlo gratuitamente a tutte le età anche se ottieni risultati sportivi deludenti in modo cronico, nonostante l’impegno. Anche lì, però, se vedo che sgarri, nel senso che ti metti a fare il sedentario nonostante le opportunità di movimento che ti do, allora ti multo mettendoti l’assistenza sanitaria a pagamento. Praticamente l’assistenza sanitaria gratis te la do solo se te la meriti e per meritartela devi praticare attività fisica che ti viene data la possibilità di praticare sempre in modo gratuito. Qualcuno in uno Stato del genere ci vedrebbe una specie di dittatura dello sport.

Io dico che sarebbe una dittatura meritocratica che ha molto rispetto delle persone in difficoltà. Se sei in difficoltà ti garantisco lo sport, la cultura, pure un minimo di reddito, cosa vuoi di più? Devi pure prendermi in giro facendoti dare cose che non ti meriti?

Queste sono cose che insegna lo sport, nessuno è obbligato a diventare un campione ma nel rispetto dell’avversario la competizione la devi affrontare, se non ci provi nemmeno non fa bene né a te che hai bisogno di muoverti per vivere né all’avversario che ha bisogno della tua partecipazione per poter migliorare.

L’assistenzialismo non è una brutta cosa, lo è se è cieco e condotto a vanvera, se mirato e razionalizzato a dovere porta ad un grande miglioramento della società. Sarebbe interessate provare a partire proprio con un assistenzialismo dell’attività motoria per vedere se davvero ci troviamo con una società sana e più vivibile. Se fallisce nello sport allora rischia di fallire anche negli altri ambiti ma io credo che lo sport per tutti potrebbe davvero rivoluzionare l’assistenza sanitaria. Forse sono solo un illuso, come quelli del “sei politico” e quelli del reddito di cittadinanza. Resta il fatto che un paese dove per fare sport bisogna pagare, per strada non si va a piedi ed in bici senza rischiare la vita e ci sono venti milioni di sedentari non è un paese molto evoluto. Mi stupisco quasi che in un paese del genere “bastino” poco più di 100 miliardi per fornire un’assistenza sanitaria adeguata. In effetti molti dicono che quella cifra non è sufficiente per garantire un servizio sanitario efficiente. Probabilmente non si rendono conto questi, che più di cento miliardi sono veramente una cifra colossale e, se razionalizzati nella loro spesa, potrebbero cambiarci l’esistenza. Cose del futuro.