A volte mi arrivano delle domande con le quali mi chiedono di fare dei miracoli nel senso che mi vengono chiesti consigli per l’attività fisica però viene messo ben in chiaro che si può disporre solo di poco tempo per mettere in atto questi consigli.
Praticamente, traslando all’attività agonistica è come se mi si chiedesse: “Caro PTG, voglio fare il record del mondo degli 800 metri però posso allenarmi solo due volte alla settimana e non più di un’ora perché ho un sacco di impegni…”.
Per svolgere un’attività fisica che faccia bene alla salute non è certamente necessario trovare il tempo che deve trovare uno che vuole provare a fare il record del mondo sugli 800 però non è nemmeno possibile svolgere un buon piano di attività fisica per la salute nei soli ritagli di tempo.
Non occorre tanto danaro ma tempo si. Non troppo, abbastanza. Se uno mi dice che il tempo è danaro e trovare cinque ore alla settimana è un lusso improponibile allora io rispondo che la salute cercata con l’attività fisica è anche un lusso. Chi non se la può permettere la cerca con le medicine e risparmia tempo, chi è ricco impiega quelle cinque ore la settimana per conquistarla sul campo, senza medicine. Lo Stato ci passa le medicine (non tutte ma le più importanti sì…) ma non ci passa le cinque ore di tempo necessarie per cercare la salute senza le medicine. Quel tempo lo dobbiamo trovare noi senza nessuna sovvenzione statale.
Allora la ricchezza può essere misurata anche secondo questo nuovo parametro: è ricco chi può permettersi il lusso di trovare il tempo per organizzare un piano di attività fisica per la salute abbastanza articolato durante la settimana e non soffocato in ritagli di tempo impossibili. Se uno guadagna anche un sacco di soldi ma non riesce a trovare questo tempo, da questo punto di vista non è ricco ed ha anzi un problema di povertà piuttosto grave. Questo è il punto. Questa ricchezza di tempo per organizzare l’attività fisica non è un capriccio ed uno Stato evoluto dovrebbe davvero sorvegliare sui modelli di vita dei propri cittadini per vedere che questo importante tempo non venga stritolato. Si può sottrarre il tempo per la comune attività fisica per dedicarlo ad altre attività che sembrano più urgenti ma, a lungo andare questo tempo “rubato” presenta un conto abbastanza salato ed è pure un conto che grava sulla comunità in senso globale, per quello lo Stato dovrebbe sorvegliare affinchè ogni cittadino non dirotti quel tempo ad altre attività. Ovviamente questo auspicio è pura utopia e, tanto per fare un esempio, non viene assolutamente controllato nemmeno che chi lavora al computer possa disporre, durante l’orario di lavoro, delle brevi pause previste per legge per contrastare lo stress da computer. Se viene disattesa una norma così chiara e precisa figuriamoci se viene messa a punto e prevista una fantomatica norma sull’attività fisica per la salute che non si sa nemmeno da che parte sia opportuno cominciare per metterla a punto.
Il “farmaco” attività motoria non è ancora ben organizzato nella sua fruibilità e ci si rifiuta di considerarlo come un vero e proprio farmaco. E’ visto ancora come un capriccio in onore alla parola “sport” che deriva da “distrazione” ed in tempi remoti era solo un gioco per ricchi. La povera gente non aveva tempo per la “distrazione” (lo sport appunto) ed era tutta affannata a cercare il tempo per sopravvivere. La cosa è un po’ tragicomica quando a non trovare questo tempo per questa “capricciosa” distrazione è un manager che piglia magari più di centomila euro al mese. Quello ha pure il personal trainer a disposizione (quello vero non quello gratuito che fa le prediche su come dovrebbe essere organizzata l’attività fisica per i comuni mortali) ma non ha “il tempo” per mettersi lì con calma a fare quello che dovrebbe fare, allora paga questo preparatore molto competente che fa i miracoli ma non riesce ancora a svolgere l’attività fisica per conto del suo assistito. Praticamente è come se succedesse una situazione del tipo: “Ah, signor preparatore, adesso ci sarebbero i 5 chilometri a piedi ma siccome non ho tempo se può farli lei per me…”.
Dobbiamo riuscire a trovare il tempo, a parole è molto facile, nei fatti è molto difficile, se non lo troviamo non possiamo corrompere nessuno per fare in modo che la nostra attività fisica venga computata regolarmente dal nostro organismo. L’organismo non lo imbrogli, se i cinque chilometri camminando li ha fatti il preparatore fanno bene alla salute del preparatore non alla tua. Allora forse non occorre più nemmeno il preparatore ma una nuova capacità di delegare. “Senta preparatore, dal cliente Tal dei Tali ci vada lei perché adesso io vado a farmi una camminatina nel parco…”. Ecco allora che l’Amministratore Delegato per stare in salute deve diventare “Amministratore Delegante”. Tutto per le stupide esigenze di un’attività fisica che non vuole stare al passo con i tempi e non conosce la fretta. Insomma la fretta dovrebbe essere istituzionalizzata ed una persona con molti impegni dovrebbe avere la possibilità di conquistarsi la salute con due minuti di esercizi al giorno studiati da un preparatore molto competente. Non è così, l’attività fisica è terribilmente democratica: se le dai tempo funziona anche se sei un pezzente, se non le dai tempo non funziona nemmeno con il miglior preparatore della terra. Tutto sommato sono così anche le medicine che sono sempre quelle sia per i pezzenti che per i ricchi, ma su quelle si riesce a barare un po’ meglio, sì può far credere che i ricchi con un trattamento medico da ricchi si mettono in sesto meglio dei poveri, ma sappiamo che non è così. La salute non guarda in faccia nessuno, troviamo il tempo per tentare di tenercela. A tutti i costi.