I dazi sono l’ennesima trovata pubblicitaria di un sistema economico ormai bollito e collassato che sopravvive solo perché il sistema presunto alternativo è collassato prima in modo ancora più clamoroso.
Lo stato sociale praticamente non è mai esistito, è solo un complesso musicale che non se la passa nemmeno molto bene perché deve il suo successo esclusivamente ad un azzeccato brano presentato a Sanremo qualche anno fa.
Il comunismo come è stato interpretato dai grandi stati fa rigirare nella tomba i veri teorici del comunismo e si è risolto solo in orrende dittature dove la popolazione era schiava delle oligarchie di partito. La Cina, a parole comunista, è lo stato più capitalista del mondo e questo la dice lunga su quanto abbia trionfato l’idea di democrazia e di stato sociale fondato sulla solidarietà fra i cittadini.
Il dieci per cento delle persone più ricche del pianeta detengono il 76% della ricchezza globale che è come dire che a un tavolo dove dieci amici si siedono per bere la birra c’è un pirla che ha sette birre e sta tentando di prendersene un’ altra dagli altri, mentre gli altri nove ne hanno in tutto tre e sono pure preoccupati di tenersi la terza perché il pirla è lì che vuole fregargliela.
Evidentemente al tavolo con i dieci amici la cosa non va avanti così ma nel sistema dell’economia globale è proprio così e visto che la gente è stufa di comprare cose perché ha capito che è quello il metodo per restare schiavizzati ad oltranza allora si inventano i dazi come per dire “Non siete voi che rifiutate la merce, siamo noi che non ve la vendiamo più…”.
La finta disoccupazione alla fine ci fa lavorare sempre di più ed è quello l’unico sistema per mantenere i ricchi della terra, ormai sempre più affannati nel mantenere i loro privilegi.
Purtroppo la ricerca di uno stato sociale in grado di sanare questi folli squilibri non è mai cominciata e questo più che per incapacità del popolo per grande abilità delle classi dominanti nel gestire l’informazione che ormai è l’unica cosa che sanno fare veramente bene perché hanno capito che è quella decisiva per poter andare avanti così senza evoluzioni traumatiche dell’assetto sociale che per i meno abbienti sarebbero quanto meno urgenti ed auspicabili.
Così assistiamo a questa pantomima insostenibile del mercato in affanno che si inventa cose sempre nuove e del cittadino sempre più stressato e che lavora sempre di più che non sa più come fare per proteggere il suo tempo libero ed il suo diritto alla vita.
Stanno tentando di limitarci la capacità di pensare e purtroppo ci stanno riuscendo anche piuttosto bene grazie ad una grandissima capacità di controllo dell’informazione.
Forse però non hanno fatto i conti con l’entropia che è una cosa che in natura esiste e non la puoi condizionare nemmeno con sistemi di controllo dell’informazione sofisticatissimi. Ad un certo punto il sistema economico bollito salterà per aria ed allora la faccenda non la vedo come una guerra fra stati ma più una cosa come aveva previsto Einstein, con la clava. Quello con le sette birre, a meno che non sia già ubriaco ed arreso alle sue assurde pretese, non se la vedrà moto bene.